DAF Veicoli Industriali: verso il 2030

Dalla Centrale Taccani parte la nuova visione di DAF: veicoli elettrici, servizi connessi e formazione per un trasporto più sostenibile

La Centrale Taccani di Trezzo sull’Adda non è un luogo qualsiasi per parlare di camion, ma è un simbolo dell’ingegno industriale italiano, dove la forza dell’acqua si è trasformata per decenni in energia. E proprio di energia, declinata oggi in chiave elettrica, digitale e sostenibile, si è parlato nel corso del press meeting annuale di DAF Veicoli Industriali.

Massimo Dodoni, Amministratore Delegato di DAF Veicoli Industriali, ha delineato il percorso del marchio per i prossimi anni, alternando dati economici e visione strategica. Si parte da una base solida, con i risultati record del gruppo PACCAR nel 2025: oltre potenziamento della rete e nuovi servizi digitali a supporto dei clienti. Un’evoluzione senza strappi, facendo leva sulla qualità e sulla capacità di costruire valore attorno al veicolo.

“Il nostro obiettivo non è vendere camion elettrici a tutti i costi, ma creare valore per chi li utilizza – ha spiegato Dodoni – e cioè fornire non solo i mezzi, ma anche la competenza, la consulenza energetica e il supporto operativo per renderli sostenibili nel lungo periodo”.

SOLIDITÀ INDUSTRIALE E INVESTIMENTI

Gli ottimi risultati del 2025 sono stati accompagnati da oltre 880 milioni di dollari investiti tra ricerca, sviluppo e capital investment. Un trend costante di crescita: negli ultimi cinque anni PACCAR ha raddoppiato il volume medio annuale di investimenti in nuove tecnologie, mantenendo margini operativi tra i più alti del settore.

A livello industriale, il 2025 è un anno di traguardi simbolici: il 125.000° veicolo New Generation DAF, il 150° store TRP, il 10.000° DAF XB prodotto nello stabilimento di Leyland e il 300.000° contratto MultiSupport firmato. Dietro queste cifre c’è una rete che funziona, una filiera coesa e una strategia chiara: non solo vendere camion, ma offrire soluzioni di trasporto complete, integrate e sostenibili.

Guardando ai numeri, in Italia gli analisti segnalano un anno di cautela, con volumi in lieve contrazione e un contesto macroeconomico che invita alla prudenza. “Il mercato sarà selettivo – ha aggiunto Dodoni – ma proprio per questo dovremo essere ancora più efficienti, veloci e vicini ai clienti. DAF deve restare sinonimo di affidabilità e concretezza, anche in una fase di trasformazione così profonda”.

L’attenzione non è solo sul veicolo, ma su tutto ciò che lo accompagna: servizi, manutenzione predittiva, assistenza energetica e gestione dei dati. In altre parole, DAF non promette una “rivoluzione verde” istantanea, ma un cambiamento sostenibile nel tempo, coerente con le esigenze delle flotte e delle aziende di trasporto.

LA GAMMA ELETTRICA: UNA REALTÀ INDUSTRIALE, NON UN PROTOTIPO

Nel cuore della presentazione alla Centrale Taccani c’è l’anima del futuro DAF: la gamma XD, XF e XB Electric, già in piena produzione e operativa su strada. Tre veicoli che coprono ogni segmento – dalla distribuzione urbana alla media percorrenza – con configurazioni day cab o sleeper high cab e pacchi batteria PACCAR fino a 525 kWh.

Autonomie che superano i 500 km nel ciclo combinato e capacità di ricarica rapida fino a 350 kW fanno di questi truck una soluzione concreta, non una promessa. Il riconoscimento come International Truck of the Year 2026 per i modelli elettrici DAF ha sancito ciò che il mercato già percepiva: che l’elettrificazione, in casa DAF, non è un esperimento da prototipo, ma un prodotto maturo.

L’azienda prevede che già nel 2026 oltre il 10% della propria produzione europea sarà a zero emissioni, con una crescita progressiva nei cinque anni successivi. E mentre la filiera si adegua, PACCAR prosegue anche sul fronte industriale con la joint venture Amplify Cell Technologies, destinata a produrre batterie ad alta densità in Europa e Nord America. Parallelamente, la ricerca continua su due fronti complementari: fuel cell (FCEV) e motori a idrogeno (H₂ ICE), tecnologie che secondo la roadmap aziendale raggiungeranno la piena maturità entro il 2030.

DATI, COLONNINE E PERSONE: IL NUOVO ECOSISTEMA DAF

Se i veicoli rappresentano il corpo della trasformazione, la connettività è la mente. Con il sistema PACCAR Connect, DAF introduce una piattaforma capace di integrare dati, manutenzione e gestione energetica in un unico ambiente digitale.

Allo stesso tempo, il gruppo sta costruendo un’infrastruttura fisica che accompagna quella digitale: tutti i dealer DAF saranno dotati di colonnine da 180 kW entro il 2026, mentre le officine vengono adeguate con verifiche elettriche, buche dedicate e strumentazione specifica. Il piano di formazione coinvolge già oltre 372 meccanici in Italia, con corsi dedicati a elettrotecnica e sicurezza ad alta tensione.

“La rete è il nostro primo asset strategico – ha spiegato Dodoni – perché un cliente sceglie l’elettrico solo se trova assistenza pronta, affidabile e competente. È questo il vero motore del cambiamento”.

In un settore dove spesso l’innovazione corre più veloce delle competenze, DAF ha scelto di formare prima di vendere, preparando il terreno per un’adozione reale e consapevole della tecnologia. Ma la roadmap DAF verso la neutralità carbonica non è solo una timeline, ma un piano industriale completo.

“Non stiamo cambiando direzione – ha concluso Dodoni – stiamo ampliando la strada: vogliamo che ogni passo sia reale, misurabile e utile al cliente”.

21 miliardi di dollari di ricavi e 2 miliardi di utile netto. Per poi arrivare a un piano che guarda dritto al 2030: elettrificazione della gamma

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a cura di Redazione