La nostra intervista a Giovanni Dattoli nel suo doppio ruolo di Amministratore Delegato di Volvo Trucks Italia e nuovo Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE
Quando Giovanni Dattoli parla del suo ruolo, oggi lo fa con uno sguardo più ampio. Alla guida di Volvo Trucks Italia e, allo stesso tempo, presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, il suo punto di osservazione non è più rivolto soltanto al brand di cui è responsabile, ma si estende all’intero ecosistema del trasporto italiano.
In questa doppia veste lo abbiamo intervistato al termine di un anno di grandi soddisfazioni per il marchio svedese, sia a livello europeo sia nazionale.
Per quanto riguarda UNRAE, “non si tratta di un cambio di visione — precisa Dattoli — quanto piuttosto di un’evoluzione naturale: il modo di pensare resta lo stesso, ma l’attenzione si è allargata dalla dimensione aziendale a quella della comunità del settore”.
Giovanni Dattoli, il 2025 ha visto Volvo Trucks “prima della classe” in Europa nel segmento pesante. E in Italia?
Il 2025 si è chiuso con un risultato particolarmente significativo: Volvo Trucks si è confermata leader nel segmento pesante in Europa.
Un traguardo importante, raggiunto in un contesto non semplice.
Per onestà intellettuale va riconosciuto che la flessione del mercato tedesco, storicamente dominante, ha contribuito a rendere più accessibile la leadership per un costruttore non tedesco.
Ciò non toglie valore al risultato, frutto della solidità del gruppo e del lavoro svolto nei diversi mercati.
In Italia Volvo ha registrato un leggero incremento della quota di mercato, in linea con le aspettative e coerente con il posizionamento premium del brand.
Anche il bilancio economico è motivo di soddisfazione e i dati interni confermano livelli molto positivi sia in termini di qualità sia di soddisfazione della clientela
Per l’immatricolato nuovo luce verde. E l’aftermarket?
Per il post-vendita il 2025 è stato più complesso. Dopo anni di crescita, il circolante oltre i dieci anni si è stabilizzato, rendendo più difficile ottenere risultati.
A complicare il quadro ha contribuito proprio l’elevata qualità dei veicoli: mezzi più affidabili significano meno interventi in officina.
Nonostante ciò, Volvo Trucks Italia ha chiuso l’anno con un risultato positivo, sostenuto soprattutto dai contratti di servizio.
Oggi due veicoli su tre sono coperti da contratto di assistenza; il programma 5+, dedicato ai mezzi oltre i cinque anni, continua a crescere e circa 9.000 veicoli over 5 anni risultano sotto contratto.
Un dato estremamente raro nel panorama dell’automotive industriale, che testimonia la fiducia dei clienti e il valore percepito del brand.
Prevedete novità nella distribuzione?
Sul fronte distributivo non si registrano cambiamenti radicali, ma un’evoluzione costante. Il Truck Center di Milano, aperto poco più di un anno fa, è ora pienamente operativo e rappresenta un tassello strategico nello sviluppo della rete diretta.
Parallelamente, numerosi concessionari stanno investendo nelle proprie strutture: a Salerno, Benevento — dove la sede è stata rinnovata —, Roma e Ascoli.
L’affidabilità dei veicoli e la solidità del business contribuiscono a creare fiducia e a stimolare nuovi investimenti.
Quali sono le previsioni per il 2026?
Negli ultimi anni il mercato italiano dei veicoli industriali si è stabilizzato attorno alle 24.000 unità annue, un livello superiore rispetto alle previsioni di pochi anni fa.
Il 2025 ha registrato un calo del 6% nei trattori stradali, mentre il resto del mercato è rimasto sostanzialmente stabile: un dato che riflette il rinvio degli investimenti da parte dei grandi operatori più che una debolezza strutturale.
Per il 2026 le previsioni indicano un andamento in linea con gli ultimi due anni. Gli incentivi pubblici pluriennali potranno influenzare le decisioni di acquisto, spostando alcuni investimenti più avanti nel tempo.
I primi mesi appaiono positivi, mentre l’ultimo trimestre potrebbe rallentare in vista del 2027 e dell’avvio del piano da 590 milioni di euro stanziato dal Governo per il rinnovo del parco.
Volvo Trucks è protagonista anche di una campagna sulla sicurezza nei luoghi di lavoro?
Per Volvo Trucks si tratta della conferma, anche per il 2026, di un impegno forte e coerente sulla sicurezza, valore storico del marchio che oggi assume una rilevante dimensione sociale.
Oltre allo sviluppo di veicoli sempre più avanzati e dotati di sistemi di rilevamento evoluti, l’azienda promuove una cultura della prevenzione rivolta a tutti gli utenti della strada.
Il messaggio chiave della nuova campagna, “See and Be Seen”, sottolinea che la sicurezza non dipende solo dalla tecnologia: non basta vedere, bisogna anche farsi vedere.
La collaborazione tra conducenti, pedoni e ciclisti è fondamentale per ridurre gli incidenti.
Le iniziative di responsabilità sociale si estendono inoltre a diversi ambiti: programmi educativi per i giovani sulla sicurezza stradale, campagne contro la violenza di genere e attività di sensibilizzazione sulla sicurezza sul lavoro nelle officine e nella rete assistenziale.
A che punto siete con l’elettrico?
Volvo sta adottando un approccio basato sulla pluralità tecnologica per supportare i clienti nella transizione energetica.
L’azienda lavora su diverse soluzioni a basse emissioni e offre consulenza sull’approvvigionamento e sull’utilizzo di carburanti alternativi.
Tra le opzioni più rilevanti nel breve termine figura il Biogas (Bio-LNG) e il Gas (LNG), mentre l’elettrico procede a velocità diverse in Europa: i Paesi nordici sono molto più avanzati, mentre nel Sud la domanda resta limitata, nonostante veicoli con prestazioni adeguate.
Nel corso dell’anno introdurremo un modello elettrico con circa 500 km di autonomia, sufficiente per coprire il 60% del trasporto europeo.
Restano tuttavia ostacoli culturali e operativi alla diffusione su larga scala.
Dattoli, cambiamo ruolo. Lei è stato nominato Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE. Con quale spirito ha accettato questo prestigioso incarico?
Ho accettato con spirito di servizio, per mettermi a disposizione del settore in un momento di cambiamento epocale.
Dopo oltre cent’anni di dominio del diesel, stiamo entrando in una fase di pluralità tecnologica ed essere al centro delle decisioni in questo momento storico è estremamente interessante e stimolante.
Qual è stato il primo messaggio dato all’associazione?
Il primo messaggio è stato semplice e immediato: lavoriamo insieme.
Desidero ringraziare i colleghi per la fiducia che mi hanno accordato, non solo scegliendomi come presidente, ma anche per la disponibilità immediata dimostrata da tutti a collaborare.
Fin dall’inizio è emersa una forte volontà di fare squadra e rafforzare l’unità tra i marchi, elemento essenziale per affrontare le sfide del settore.
Fondamentale è anche la collaborazione con le altre associazioni di riferimento, come ANFIA e Federauto: presentarsi al Governo con posizioni diverse significherebbe indebolirsi, mentre una voce condivisa garantisce maggiore forza e capacità di ascolto.
Come sarà l’UNRAE a guida Giovanni Dattoli?
Credo che UNRAE dovrà evolversi per diventare un’associazione ancora più moderna, dinamica e vicina alla realtà quotidiana del settore.
L’obiettivo è rafforzarne il ruolo attraverso una comunicazione più attuale, chiara e coinvolgente, capace di dialogare non solo con gli operatori ma anche con le istituzioni e l’opinione pubblica.
UNRAE dispone già di un patrimonio enorme di competenze, dati e informazioni: un valore che, se pienamente valorizzato, può trasformare l’associazione in uno strumento ancora più efficace a supporto dello sviluppo del comparto.
a cura di Francesco Oriolo
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