Geotab: intelligenza artificiale e telematica, la nuova frontiera della mobilità

A colloquio con Franco Viganò di Geotab per uno stato dell’arte dell’AI

Partiamo dal Mobility Connect 2025, ci racconta che cosa è successo e quali sono stati gli argomenti principali trattati?

Il Mobility Connect è il nostro evento europeo di punta, dove invitiamo non solo i nostri partner ma anche i nostri clienti, che ci aiutano a contestualizzare la tecnologia che produciamo. Quest’anno abbiamo avuto una forte rappresentazione dal mercato, con case automobilistiche come BMW, Volkswagen e Ford che hanno parlato dei loro servizi di connettività. Abbiamo anche avuto clienti di vari settori, come DHL, Sixt e Holman UK, e aziende di trasporto come Poste del Belgio e Pic, che si occupa di consegne di generi alimentari. L’intelligenza artificiale è stata sicuramente il fulcro dell’evento, applicata a tematiche come la sostenibilità, la sicurezza alla guida e la manutenzione intelligente.

L’intelligenza artificiale come sta influenzando la telematica e la gestione delle flotte secondo la sua esperienza?

L’intelligenza artificiale oggi è trasversale a qualsiasi funzionalità che presentiamo. Faccio un esempio, nel 2014 ho avuto un’esperienza lavorativa negli stati Uniti che mi ha portato a gestire una flotta di veicoli blindati. La telematica mi forniva una quantità incredibile di dati, ma il problema era la difficoltà per il personale operativo di dare valore a questi dati, che spesso risultavano in “rumore” se non opportunamente gestiti. Oggi, l’AI è quel “qualcosa in più” che analizza questi dati, li mette insieme e fornisce indicazioni precise, superando la capacità umana di elaborazione. Non sostituisce l’uomo, ma lo supporta, permettendogli di concentrarsi su aspetti a maggior valore aggiunto.

Ad esempio, nel caso della manutenzione predittiva, l’AI non ti mostra solo un codice di errore, ma analizza miliardi di dati per dirti se un problema è critico e se il veicolo deve essere fermato immediatamente, basandosi su pattern che indicano un’alta probabilità di guasto.

Quanti veicoli gestisce Geotab e quale volume di dati elabora ogni giorno?

Attualmente abbiamo 5 milioni di mezzi connessi, di cui gran parte sono veicoli commerciali. Elaboriamo circa 100 miliardi di “data point” al giorno. Questa enorme mole di dati ci permette di fare ragionamenti e similitudini molto precise, identificando ad esempio che se si verificano certi codici di anomalia, dopo tre giorni il veicolo si fermerà. L’AI analizza tutto questo a una velocità impensabile per l’uomo.

Geotab ha recentemente annunciato l’acquisizione di Verizon Connect in Europa e Australia, quali sono le motivazioni strategiche?

È un’acquisizione molto importante, che coinvolge Australia, Regno Unito, Irlanda, Italia, Francia, Portogallo, Polonia, Paesi Bassi e Germania. Verizon Connect è stata leader nel mercato delle piccole flotte, e questa acquisizione ci permette di rafforzare la nostra presenza nel segmento delle PMI. Hanno una forte capacità di marketing e una voce che ha saputo raggiungere il piccolo imprenditore con soluzioni standardizzate. Questo si integra perfettamente con la flessibilità della nostra piattaforma, che può spaziare dalle soluzioni più semplici a quelle più complesse per le grandi aziende.

Ci racconta le novità di prodotto, in particolare GoFocus Plus e l’aggiornamento per il trasporto refrigerato?

La videotelematica è un settore in cui crediamo molto. GoFocus Plus si aggiunge al nostro prodotto GoFocus, che io chiamo “sensore video”. Non è una telecamera tradizionale che registra tutto, ma un sensore di bordo, un “occhio aggiuntivo” sulla strada o all’interno del veicolo. È in grado di identificare determinati eventi e, nel momento in cui rileva qualcosa di non coerente con la guida o la sicurezza, si “sveglia”, interpreta le immagini in tempo reale e fornisce feedback audio a bordo.

Ad esempio, se non rispetti la distanza di sicurezza o sei distratto, ti avvisa. Le capacità sono infinite, possiamo definire regole personalizzate. GoFocus Plus, in particolare, include anche una telecamera interna che, oscurando le informazioni sensibili, rileva comportamenti a rischio del conducente, come l’uso del cellulare. Questo è un paradigma totalmente nuovo rispetto alla videotelematica del passato, che era più un videoregistratore.

Per quanto riguarda il trasporto refrigerato, è un mercato in forte sviluppo con legislazioni sempre più restrittive. Avevamo già un prodotto che gestiva sia il cronotachigrafo che la “cold chain”. Abbiamo deciso di specializzarci ulteriormente, creando un modulo dedicato e ancora più specifico per la cold chain. Questo modulo si collega direttamente agli impianti di refrigerazione, permettendoci di leggere i parametri, accendere o spegnere l’impianto e rilevare codici di anomalia, proprio come facciamo con le centraline dei veicoli. Il nostro approccio è sempre quello di integrarci con il mezzo, utilizzando i sensori e i comandi già presenti, senza aggiungere hardware superfluo.

Quali sono gli aspetti principali della ricerca europea sull’accettazione dell’AI da parte degli autisti?

La ricerca ha coinvolto 3500 utenti professionali in sette paesi. A livello europeo, è emersa una grande sensibilità verso i sistemi che supportano l’autista con un “co-pilota vocale”. L’87% degli intervistati è positivo rispetto all’adozione di queste tecnologie per la sicurezza alla guida. In Italia, questa percentuale sale addirittura al 94%, il che mi ha sorpreso positivamente. Questo significa che il driver è pronto e disponibile a utilizzare queste tecnologie. Tuttavia, circa il 90% ha espresso anche preoccupazioni sulla privacy. È un aspetto molto importante che va approfondito, ma credo che ci sia una grande opportunità, soprattutto per la videotelematica esterna, che monitora la strada e rileva eventi senza registrare dati sensibili.

Quali sono le previsioni di Geotab per la telematica e la mobilità nel 2026?

Il 2025 è stato un altro anno di grande crescita per noi, soprattutto in Europa, dove abbiamo superato le nostre previsioni. La videotelematica e la manutenzione predittiva sono stati driver importanti.

Per il 2026, una delle tendenze principali è l’evoluzione dell’interfaccia utente. L’AI conversazionale, come il nostro prodotto “Ace”, sostituirà sempre più l’interfaccia tradizionale, permettendo agli utenti di interagire con la tecnologia in modo più naturale, come stiamo facendo io e te ora. Questo bypasserà la necessità di competenze specifiche per usare un’interfaccia complessa.

In un quadro più ampio, l’economia sta affrontando un momento di selezione, con competitività ai massimi livelli e margini ridotti. Tuttavia, il mercato ha a disposizione strumenti che non ha mai avuto prima, come la telematica di nuova generazione, che permetteranno di operare in modi totalmente differenti. Le aziende devono capire che non possono più operare senza una telematica intelligente. Non è più un “grande fratello” che ti guarda, ma un occhio che rileva solo ciò che non va, senza registrare nulla di superfluo. Questo è un concetto che spero possa essere sempre più compreso e adottato dal mercato.

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a cura di Redazione