Normative, efficienza, carburanti alternativi e formazione: Michel Mosseri, Direttore Divisione Texaco in Italia, analizza le sfide e le tendenze che stanno trasformando il mondo della lubrificazione. Un cambiamento che coinvolge costruttori, officine, flotte e ricambisti
L’evoluzione dei motori, l’introduzione di normative ambientali sempre più stringenti, la diffusione di nuove alimentazioni e la crescente ricerca dell’efficienza stanno trasformando profondamente il settore della lubrificazione. Un cambiamento che coinvolge non soltanto i costruttori, ma anche flotte, officine, ricambisti e operatori dell’aftermarket. Per comprendere meglio le dinamiche in atto abbiamo intervistato Michel Mosseri, Direttore Divisione Texaco in Italia, che ci ha illustrato come stanno cambiando i lubrificanti moderni, il ruolo della ricerca e le sfide che attendono il settore nei prossimi anni.
Quali bisogni uniscono flotte, officine e automobilisti nell’evoluzione del mercato dei lubrificanti?
L’evoluzione dei lubrificanti accompagna di pari passo quella dei motori, spinta dalla necessità dei costruttori di ridurre consumi ed emissioni. I propulsori moderni, lavorando a temperature più elevate e con complessi sistemi di post-trattamento, richiedono formule avanzate per garantire efficienza e protezione. Questo scenario coinvolge indistintamente ogni tipo di veicolo, dai camion alle auto. Oggi, quindi, il lubrificante ha superato il concetto di mero materiale di consumo, diventando a tutti gli effetti un componente strutturale del motore.
È importante la versatilità applicativa in un parco circolante sempre più eterogeneo?
Rappresenta una necessità del mercato, ma non sempre coincide con gli interessi dei costruttori. Ogni OEM sviluppa infatti specifiche proprie, considerando il lubrificante come parte integrante del motore e, di fatto, anche come componente della propria offerta aftermarket. Esistono prodotti in grado di coprire numerose specifiche e applicazioni, ma è impossibile soddisfare contemporaneamente tutte le richieste dei costruttori. La tendenza generale è comunque quella di utilizzare lubrificanti a viscosità sempre più basse con l’obiettivo di ridurre gli attriti interni, diminuire i consumi e le emissioni.
Dunque, quanto è delicato il rapporto tra olio e motore?
È un rapporto strettissimo. Un lubrificante progettato per una specifica generazione di motori può non essere adatto a quelli più datati. Per fare un esempio, un olio 0W-20 sviluppato per le ultime generazioni di propulsori può risultare addirittura dannoso su motori concepiti vent’anni fa. Questo comporta una crescente complessità anche per le officine, che devono gestire numerose specifiche e mantenere a magazzino prodotti differenti. Se nel mondo truck il numero dei costruttori è relativamente limitato, nel settore auto la situazione è molto più articolata.
Rischio lubrificanti non conformi nell’aftermarket: quanto pesa ancora?
L’uso di lubrificanti omologati garantisce affidabilità, protezione e prestazioni ottimali sia durante che dopo il periodo di garanzia. La qualità del prodotto diventa determinante per ottimizzare i consumi, ridurre i costi operativi e assicurare la massima efficienza nei lunghi intervalli di sostituzione. Nel trasporto pesante, anche piccoli miglioramenti d’efficienza si traducono in significativi e concreti risparmi economici per le flotte.
Le nuove alimentazioni, dall’ibrido ai biocarburanti, stanno modificando le esigenze di lubrificazione?
I costruttori sviluppano propulsori destinati a operare con differenti tipologie di carburante e il lubrificante deve essere progettato per garantire il corretto funzionamento del sistema nel suo complesso. Nel settore truck la situazione è ancora più complessa perché i mezzi operano in aree geografiche molto diverse, dove cambiano qualità dei carburanti, condizioni climatiche e modalità di utilizzo. Per ottenere le omologazioni necessarie, i costruttori sottopongono motori e lubrificanti a lunghi programmi di test in grado di simulare le più svariate condizioni operative.
Parliamo di ricerca e sviluppo: quanto è importante per Texaco?
La collaborazione con i costruttori permette di sviluppare lubrificanti specifici parallelamente alla progettazione dei motori.
Il gruppo Chevron si distingue controllando l’intera filiera produttiva, dagli oli base fino agli additivi tramite la controllata Oronite.
La ricerca sugli additivi è oggi concentrata in poche aziende specializzate, mentre i produttori si focalizzano sui rapporti strategici.
Per officine e ricambisti la formazione costante è ormai indispensabile per gestire la crescente complessità dei veicoli moderni.
Texaco offre strumenti specifici per supportare il lavoro delle officine?
Oggi la digitalizzazione rappresenta un supporto fondamentale. Per questo Texaco mette a disposizione strumenti di selezione dei lubrificanti in grado di individuare rapidamente il prodotto corretto per ciascun veicolo.
Attraverso sistemi di ricerca basati anche sulla targa del veicolo, l’autoriparatore può ottenere in pochi secondi le informazioni necessarie per scegliere il lubrificante corretto. Parallelamente l’azienda sviluppa attività di formazione dedicate ai propri partner commerciali, contribuendo ad aggiornare le competenze tecniche della filiera.
Oggi, dunque, l’efficienza è diventata sempre più cruciale
L’efficienza è ormai il parametro che guida gran parte delle scelte nel settore dei trasporti. Per una flotta significa ottenere il massimo risultato riducendo i costi operativi. Per questo motivo cresce l’attenzione verso tutte le tecnologie in grado di migliorare il rendimento complessivo del veicolo: carburanti, pneumatici, aerodinamica, trasmissioni e naturalmente lubrificanti. Anche nel campo delle trasmissioni la ricerca sta compiendo importanti passi avanti, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente gli attriti e migliorare il rendimento energetico.
In fase di sviluppo i costruttori si limitano a rispettare le normative oppure cercano di spingersi oltre?
La competizione tra costruttori è estremamente serrata. Le normative rappresentano un punto di partenza, ma l’innovazione nasce soprattutto dalla necessità di differenziarsi e ottenere prestazioni migliori rispetto alla concorrenza. Ogni progresso tecnologico genera nuove evoluzioni e nuove sfide. I veicoli attuali sono profondamente diversi da quelli di venticinque anni fa proprio grazie a questo processo continuo di innovazione.
Quali saranno, secondo lei, le principali sfide per il settore dei lubrificanti nei prossimi anni?
Oltre all’evoluzione dei motori, una delle sfide più importanti riguarda la disponibilità delle materie prime e la resilienza delle catene di approvvigionamento. Le recenti tensioni geopolitiche hanno evidenziato la vulnerabilità di alcune filiere industriali e la necessità di sviluppare soluzioni alternative.
Per i produttori di lubrificanti diventa quindi fondamentale disporre di tecnologie flessibili e di più fonti di approvvigionamento. Le crisi degli ultimi anni, dalla carenza di semiconduttori alle difficoltà legate alle materie prime, hanno insegnato a tutta l’industria l’importanza di diversificare le fonti e costruire modelli produttivi più resilienti. Un principio che oggi vale non soltanto per i lubrificanti, ma per l’intera filiera automotive.
di Roberto Barone
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a cura di Redazione
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