La Federazione propone di rendere la clausola gasolio automatica e obbligatoria dal committente fino ai piccoli subvettori. Gli emendamenti saranno condivisi al Tavolo permanente del MIT
L’aumento del gasolio riconosciuto dal cliente deve arrivare anche al piccolo vettore che esegue materialmente il viaggio. È la proposta di FIAP – Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali, che nelle prossime settimane elaborerà emendamenti al decreto autotrasporto (D.L. 193/2026), in fase di conversione, per rendere la clausola gasolio automatica e vincolante in ogni passaggio contrattuale, a partire dal committente e fino alla subvezione.
L’iniziativa nasce dalla provocazione lanciata nei giorni scorsi da una testata di settore: chi ottiene dal cliente l’adeguamento per il carburante lo trasferisce anche al collega a cui affida il viaggio? La domanda pesa, perché il gasolio vale ormai fino al 35% del costo di un viaggio. Le difficoltà delle imprese emerse nelle ultime settimane hanno mostrato un limite noto: spesso l’adeguamento si ferma al primo contratto e il costo resta a carico dei vettori minori. FIAP, che rappresenta anche aziende strutturate, attive come vettori per l’industria e come committenti verso operatori più piccoli, raccoglie la domanda e si assume una responsabilità verso l’ultimo anello del sistema.
Il primo passaggio è il committente: senza un adeguamento automatico a monte, nessuno di quelli successivi è garantito. Il decreto autotrasporto compie un passo avanti, affidando al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la pubblicazione trimestrale dell’incidenza del carburante, ma non assicura che quanto ottenuto dal cliente arrivi a valle. Le proposte FIAP puntano a una clausola tempestiva, non interpretabile e valida per ogni fonte energetica, trasferita lungo la catena nella stessa misura percentuale ottenuta a monte. I testi saranno portati al Tavolo permanente dell’autotrasporto di merci e della logistica, presso il MIT, dove la Federazione invita le associazioni dell’autotrasporto e della committenza a costruire insieme un principio comune di filiera.
Intanto una prima tutela esiste già. Con il nuovo decreto, nei contratti non scritti, tipici della subvezione, la quota carburante calcolata sui valori minimi che il Ministero pubblicherà dovrà comparire in fattura. Agli associati la Federazione ricorda che le norme valgono lungo tutta la filiera e mette i propri uffici a disposizione delle imprese per applicarle. Nell’Osservatorio TCR, di cui è socia, FIAP proporrà di includere tra i parametri del Rating il rispetto dei rapporti con i subvettori, perché diventi un criterio misurabile di affidabilità.
«Chiediamo da sempre ai clienti di riconoscere il costo reale del trasporto – dichiara Alessandro Peron, Segretario Generale di FIAP –. Sarebbe incoerente non garantire lo stesso principio tra di noi. L’adeguamento del gasolio deve arrivare fino a chi fa il pieno: è una questione di regole, non di buona volontà.»
a cura di Redazione
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