Un prodotto che evolve velocemente e la visione di Giorgio Bestente di BO.RI
Il mercato del turbocompressore sta evolvendo: se il nuovo originale resta il riferimento, soprattutto nel truck, il rigenerato e il prodotto aftermarket adattabile conquistano spazio. Ne è convinto Giorgio Bestente, socio e amministratore di BO.RI, che guarda con fiducia a questa evoluzione pur in un contesto economico e geopolitico ancora incerto. Una situazione che, se dovesse sbloccarsi rapidamente, potrebbe favorire una nuova fase di crescita del mercato aftermarket, come avvenne nel post Covid. Lo abbiamo incontrato a Transpotec, nell’Aftermarket Village.
Giorgio Bestente, come vede il 2026?
“Anche se i primi mesi del 2026 mostrano un mercato sostanzialmente allineato a quello dello scorso anno, stiamo vivendo un momento di grande incertezza, soprattutto sul piano economico e geopolitico. Questo atteggiamento si riflette anche nell’aftermarket: gli interventi indispensabili vengono effettuati, mentre tutto ciò che può essere rinviato viene posticipato. Lo vediamo chiaramente anche nelle vendite: il ricambio necessario continua a essere acquistato, ma diminuisce la propensione a investire in accessori e prodotti complementari. Se però questa fase di incertezza dovesse risolversi in tempi relativamente brevi, potrebbe trasformarsi in un’opportunità, così come si è verificato dopo il Covid, quando abbiamo assistito a un’importante ripresa del mercato, che ha sostenuto il settore per diversi anni. Mi auguro che possa verificarsi un effetto analogo anche questa volta”.
Il turbocompressore rimane il vostro prodotto di riferimento. Come sta evolvendo questo mercato?
“Il turbo continua a rappresentare il cuore della nostra attività, anche se negli anni abbiamo ampliato l’offerta con climatizzatori, riscaldatori e altri prodotti dedicati al comfort del veicolo. Nel settore truck il nuovo originale resta ancora la scelta prevalente, mentre nell’auto cresce la domanda di prodotti rigenerati e aftermarket adattabile, favoriti soprattutto dall’invecchiamento del parco circolante. Anche nel veicolo industriale, però, qualcosa sta cambiando. Le applicazioni più moderne, dotate di geometria variabile e gestione elettronica, hanno costi molto elevati e questo rende il rigenerato una soluzione sempre più interessante sotto il profilo economico, senza rinunciare all’affidabilità”.
Bori è presente anche nella rigenerazione…
“Noi investiamo molto nella rigenerazione attraverso la nostra officina, dove ogni turbocompressore viene sottoposto a controlli e collaudi secondo standard molto rigorosi definiti dai costruttori. Per questo siamo convinti che un nostro prodotto rigenerato possa offrire prestazioni del tutto paragonabili a quelle del nuovo. Come dico sempre, l’unica differenza è che il componente ha già avuto una precedente vita operativa”.
A supporto del prodotto proponete anche la formula ‘Give me five’. Di cosa si tratta?
“È una garanzia aggiuntiva che tutela completamente il cliente. Con un costo pari al 5% del valore del turbocompressore, sia nuovo sia rigenerato, copriamo anche eventuali danni derivanti da errori di montaggio o da problemi esterni al turbocompressore stesso. È una formula che offre grande tranquillità all’officina e al cliente finale, perché elimina il rischio economico legato a eventuali inconvenienti successivi all’installazione”.
Quali sono le principali differenze tra il mercato auto e quello truck?
“Nel truck il turbocompressore è un componente soggetto a sostituzione durante la vita del veicolo, che può superare il milione di chilometri. Nell’auto, invece, dovrebbe durare quanto il motore. Oggi però la crescente complessità dei propulsori e dei sistemi di post-trattamento delle emissioni aumenta il rischio di guasti: spesso è il malfunzionamento di componenti come EGR o filtro antiparticolato a compromettere anche il turbocompressore”.
Negli ultimi anni avete ampliato anche la gamma di prodotti correlati al turbocompressore?
“L’obiettivo è offrire al cliente tutto ciò che serve durante l’intervento di sostituzione del turbo. Oggi proponiamo valvole EGR, kit guarnizioni, tubazioni di alimentazione dell’olio e altri componenti strettamente collegati. Molto spesso il corretto funzionamento del turbocompressore dipende proprio da questi elementi. Per questo motivo preferiamo offrire una soluzione completa piuttosto che limitarci al singolo componente”.
La logistica continua a essere uno dei vostri punti di forza. Su cosa avete investito negli ultimi anni?
“Abbiamo continuato a investire sia nell’organizzazione dei magazzini sia nella distribuzione. Dopo l’introduzione dei magazzini verticali nella sede di Alba, abbiamo aperto un nuovo deposito nell’area di Milano, che si aggiunge alle sedi di Bologna, Alba, Padova e Catania. L’obiettivo è semplice: ridurre i tempi di consegna e avvicinare il prodotto ai clienti. In molte aree del Nord Italia riusciamo a effettuare anche due consegne giornaliere, mentre sul resto del territorio nazionale garantiamo normalmente la consegna entro 24 ore. Anche la digitalizzazione ha avuto un ruolo importante. Oggi praticamente tutti i nostri clienti utilizzano l’e-commerce, anche quando preferiscono confermare l’ordine tramite e-mail o telefono. Il portale, che abbiamo recentemente rivisitato sia in termini grafici sia di contenuti, è diventato uno strumento di lavoro quotidiano e rappresenta il punto di accesso a tutte le informazioni tecniche e commerciali”.
Quali saranno le direttrici di sviluppo dei prossimi anni?
“A partire da marzo, Manuela Moffa si è unita alla squadra operativa, già componente della compagine societaria dal 2018, è ora presente nella sede di Alba. In particolare, nel corso dell’anno guiderà l’aggiornamento del gestionale, necessario allo sviluppo dell’azienda, coinvolgendo la revisione dei flussi per rendere i processi più fluidi ed efficaci. Intendiamo continuare a crescere senza perdere la nostra identità di specialisti. Il turbocompressore rimarrà il centro della nostra attività, ma continueremo ad ampliare l’offerta di prodotti correlati e di componenti rigenerati e aftermarket adattabile, mantenendo standard qualitativi molto elevati. Parallelamente proseguiremo gli investimenti nella logistica, nella disponibilità di magazzino e nei servizi al cliente”.
[Didascalia foto] Giorgio Bestente, socio e amministratore di BO.RI
© Riproduzione riservata
a cura di Francesco Oriolo
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